FLORIO

Cantina, Marsala, Sicilia

200 anni di scorte: nessun altro può dirlo

Marsala (TP)  ·  Marsala DOC

Territorio

Marsala, costa trapanese

Vitigni principali

Grillo, Inzolia, Catarratto

Vino icona

Targa Riserva 1840 Vergine

Nel 1833 Vincenzo Florio, imprenditore calabrese che aveva fatto fortuna a Palermo nel commercio di stoffe e spezie, acquistò un lungo tratto di costa a Marsala e vi fece costruire un baglio in pietra di tufo destinato a diventare lo stabilimento enologico più grande della Sicilia occidentale. L'intuizione era semplice: il vino dell'entroterra trapanese aveva una potenzialità naturale che, con l'aggiunta di alcol vinico e un lungo affinamento in solera, poteva trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. Il Grillo, vitigno autoctono della zona a bacca bianca dalla buccia spessa e la maturazione lenta, era la materia prima ideale. Florio costruì le proprie cantine lungo un chilometro di fronte mare: le prime in assoluto dedicate integralmente alla produzione di Marsala.

Il Marsala Vergine e il vantaggio storico

Il DOC Marsala, codificato nel 1969, distingue diverse categorie: Fine e Superiore prevedono l'aggiunta di mistella e mosto cotto per dolcificare e arricchire il colore. Il Vergine è un'altra cosa: niente mistella, niente mosto cotto, solo spirito vinico. Secco, sempre. L'affinamento avviene in solera per almeno cinque anni. La versione Stravecchio o Riserva richiede almeno dieci anni. Nessun produttore al mondo ha scorte storiche di Marsala Vergine paragonabili a quelle di Florio: è un vantaggio fisico, non commerciale. Le bottiglie di Targa Riserva 1840 Vergine portano nel bicchiere decenni di affinamento lento, con note di frutta secca, spezie orientali e una complessità ossidativa controllata che non ha equivalenti nel vino italiano.

Come leggere il Marsala: secco vs dolce

Molto Marsala in commercio è dolce, fino a oltre 100 g/l di zucchero residuo nella versione Dolce, pensato per accompagnare dessert o cucina. Il Marsala Vergine Florio è l'opposto: un vino secco, con una salinità marina pronunciata, che si beve al termine del pasto come meditazione o si accosta a formaggi stagionati, frutta secca, foie gras. La versione Fine e Superiore Secco, con meno di 40 g/l di residuo, è il punto di ingresso: ottimo anche per la cottura dove si cerca complessità senza dolcezza eccessiva. Le Riserve storiche, disponibili in pochi esemplari, sono oggetti da collezione e da apertura lenta. I prezzi partono da circa 12-15 € per il Marsala Fine, salgono a 25-35 € per il Superiore e raggiungono i 50 € e oltre per le Riserve Vergine con decenni di affinamento.

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