Il Brachetto d'Acqui è l'equivalente rosso del Moscato d'Asti: gradazione alcolica quasi sempre sotto il 6%, bollicine fini, colore tra il rosa e il rubino tenue, e un profilo aromatico dominato da rose e fragole che non lascia spazio a equivoci. DOCG dal 1996, viene prodotto nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria da un vitigno aromatico a bacca rossa trovato principalmente in questa fascia del Piemonte. Non è un vino da meditazione né da abbinamento complesso: è pensato per chiudere bene una cena o per essere servito con dolci a base di frutti rossi, cioccolato fondente, o dessert semifreddi.
Come si fa il Brachetto d'Acqui e in quanti stili esiste
La versione più diffusa è lo spumante dolce — fermentazione parziale arrestata per conservare zuccheri residui e aromi primari, esattamente come avviene per il Moscato d'Asti. Esiste anche una versione frizzante, con meno pressione e un carattere leggermente meno strutturato, e in rari casi una versione tranquilla secca prodotta da pochi produttori piemontesi che vogliono mettere in luce il vitigno al di là del dolce. Il Brachetto è aromaticamente potente: anche a bassa concentrazione zuccherina i profumi di rosa e fragola sono marcati e riconoscibili, il che lo rende difficile da abbinare a piatti salati ma perfetto per il dessert o per un aperitivo informale.
Quando e come servire il Brachetto d'Acqui
Va servito molto fresco (6–8°C), in flute o in calice ampio a seconda dello stile, e consumato giovane — l'aromaticità del vitigno si perde con il tempo. È il vino giusto per un compleanno, un brunch domenicale, una festa in giardino o per accompagnare una torta di fragole. Chi lo ha provato una volta sa già che è difficile fermarsi al primo bicchiere.