Il Montecucco DOC si produce alle pendici del Monte Amiata, il vulcano spento della Toscana meridionale, nei comuni di Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano e altri sei comuni della provincia di Grosseto. È una zona che confina a nord con il Morellino di Scansano e a est si avvicina alla Toscana del Brunello, ma ha meno fama di entrambi. Proprio per questo motivo vale la pena cercarlo: il Sangiovese qui cresce su suoli che mescolano sabbie arenarie nelle zone più basse con componenti vulcaniche e laviche sulle pendici dell'Amiata, a quote tra i 250 e i 450 metri, con un'escursione termica tra giorno e notte che mantiene freschezza naturale nelle uve.
Rosso DOC contro Sangiovese DOCG: cosa cambia in etichetta
Il Montecucco ha due livelli principali. Il Rosso DOC è il più accessibile: richiede almeno il 60% di Sangiovese, con possibilità di aggiungere Merlot, Syrah o Ciliegiolo fino al 40%. È un vino da bere tra 2 e 5 anni dall'annata, abbastanza versatile a tavola. Il Montecucco Sangiovese DOCG, riconosciuto nel 2011, richiede invece almeno l'85% di Sangiovese, invecchiamento più lungo e un profilo più strutturato: si avvicina stilisticamente al Rosso di Montalcino, che viene da un territorio vicino ma costa già significativamente di più. ColleMassari, il produttore che ha investito di più nella valorizzazione internazionale della denominazione, ha portato attenzione su Montecucco con le sue versioni da vigne biologiche ai piedi dell'Amiata.
Con cosa abbinarlo e quando berlo
Il Montecucco Rosso DOC si abbina alla cucina maremmana: cinghiale in umido con le olive, lepre alla cacciatora, tagliata di Chianina, formaggi stagionati locali come il Pecorino di Maremma. Per le versioni più semplici, anche la pasta al ragù di carne o il fagiolo di Sorana con salsiccia funzionano bene. La versione Sangiovese DOCG si serve a 16-18°C con decantazione di 30 minuti, e regge meglio la selvaggina da pelo e i brasati lunghi. Chi vuole esplorare questa zona senza andare a Montalcino, o cercando un rapporto qualità-prezzo più vantaggioso nel Sangiovese toscano, Montecucco è la risposta più convincente.