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SAGRANTINO DI MONTEFALCO

Negli anni Sessanta il Sagrantino era quasi estinto: coltivato da poche famiglie attorno a Montefalco, usato principalmente per un passito dolce da messa. Dagli anni Ottanta comincia a essere vinificato in versione secca, poi negli anni Novanta Arnaldo Caprai lo rende celebre e la denominazione esplode. Oggi il Sagrantino di Montefalco DOCG è il vino italiano con uno dei disciplinari più esigenti: 33 mesi minimi di invecchiamento, di cui 12 in botte. Più del Brunello base. Su 837 ettari totali, è una delle zone rosse più piccole e concentrate del paese.

Cosa aspettarsi nel calice e cosa evitare

Il Sagrantino secco viene paragonato al Brunello per la complessità aromatica (more, prugna secca, spezie, erbe balsamiche) e al Barolo per la presa tannica: potente, serrata, capace di evolvere per decenni. Il punto critico è la vinificazione: le etichette migliori ammorbidiscono i tannini con macerazioni attente e affinamento in grandi botti, restituendo struttura senza sovrastare il frutto. Quelle meno riuscite puntano sull'estrazione massima e l'eccesso di legno nuovo, producendo vini duri che non si aprono mai davvero. La guida all'acquisto è semplice: diffida delle versioni sotto i 15 euro, perché i costi di un disciplinare da 33 mesi non lasciano margine. Privilegia i produttori con vigneti storici nei comuni di Montefalco, Bevagna e Castel Ritaldi, dove i suoli e l'esposizione sono più favorevoli.

Quando aprirlo e con cosa

Il Sagrantino non si beve giovane: tre anni dalla vendemmia sono il minimo per cominciare a capirlo, cinque per trovarlo in forma, dieci per vederne la complessità piena. Un buon Sagrantino base parte da 15-20 euro; le etichette di riferimento si muovono tra i 25 e i 45 euro; le riserve e i cru partono dai 50 euro. Prima di investire su una bottiglia importante, il Rosso di Montefalco (60-80% Sangiovese, 10-25% Sagrantino) è il punto di ingresso ideale: meno struttura, più immediatezza, stesso territorio. A tavola il Sagrantino secco chiede carni rosse importanti, selvaggina da pelo, cinghiale in umido, agnello alla brace, pecorino stagionato almeno 18 mesi. Non è un vino da tutti i giorni: è un vino da occasione consapevole.

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